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B&B Alarcon
 
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Gli Alarcon discendono dai Ceballos, una famiglia fiorente nella Valle Buelna nelle Asturie di Santillana. Ferdinando de Alarcon, diretto discendente del capostipite, nacque a Palomares de Huete (oggi Palomares del Campo) nel 1466. Si distinse in patria partecipando alle guerre contro i Mori per la conquista di Granada (2 gennaio 1492).

Egli fu uno tra i più celebri cavalieri spagnoli, trapiantato a Napoli, giunto con l’esercito di Consalvo di Cordova alla fine del XV secolo, legò la sua fortuna alle armi combattendo in Italia contro i francesi e contro l’avanzata ottomana nell’isola di Cefalonia. Ferito nella battaglia di Ravenna nel 1512 venne fatto prigioniero e recluso a Ferrara con il Viceré di Napoli Raimondo de Cardona e Fabrizio Colonna. Riconquistata la libertà, per intercessione del papa Giulio II, combatté nel Ducato di Milano al fianco di Carlo de Lennoy, del marchese di Pescara Ferrante d’Avalos e di Antonio de Leyva grandi condottieri del Rinascimento. Nel 1529 dietro suggerimento di Margherita d’Austria e Luisa di Savoia, venne sottoscritta la Pace di Cambrai (o delle due dame) tra Carlo V e Francesco I e dove quest’ultimo rinunciava alle Fiandre, all’Artois e a Napoli.

Da questa situazione politica si da iniziò al consolidamento della monarchia spagnola e conseguentemente alla fortuna di Ferdinando Alarcon che ottenne una serie di privilegi ottenendo l’infeudazione dei marchesati della Valle Siciliana 1526, e di Rende nel 1532, San Fili, Mendicino, Carolei, Domanico, Fiumrfreddo, Longobardi e Falconara oltre alla nomina a castellano di Brindisi, di Gaeta e del Castelnuovo di Napoli. Nella capitale partenopea fece edificare, nella riviera di Chiaia, il palazzo Sirignano e finanziò la costruzione della chiesa di S. Giacomo degli Spagnoli. Negli ultimi anni della sua vita, Ferdinando Alarcon, armò una galea e nel 1535 partecipò alla presa di Tunisi contro i Turchi, e insieme al marito della figlia Pedro Gonzales de Mendozza attraccò alla Goletta.

Con la sua morte avvenuta il 17 gennaio del 1540 tutti i beni burgensatici e feudali, a causa della mancanza di un erede maschio, passarono alla figlia uni genie Isabella e al marito Pedro Gonzales de Mendozza et post eius vite al loro figlio primogenito maschio il quale avrebbe dovuto chiamarsi Ferdinando e anteporre il cognome Alarcon al de Mendozza unificando in un unico emblema araldico l’arme delle due discendenze.

Ferdinando riuscì così a non far disperdere gli immensi beni, grazie all’ istituzione del maggiorasco che ottenne il regio assenso nel 1538, trattandosi così di un caso eccezionale perché l’Imperatore andava contro i principi della prammatica del 1531 che ribadiva il controllo del potere monarchico sulle terre feudali, negando l’elemento fondamentale del fidecommesso. Gli Alarcon y Mendozza governarono ininterrottamente su Rende e su diversi centri della Calabria fino al 1806, anno dell’eversione della feudalità.

Nei primi anni del XIX secolo, con l’eversione della feudalità, tutti i beni appartenenti agli Alarçon y Mendozza furono incamerati alle famiglie nobili di allora. Il potere passò così all’alta borghesia.

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